L'Eleganza geometrica e ipnotica del bianco e nero

L'Eleganza geometrica e ipnotica del bianco e nero

Astrazioni di luce e ombre

03 Jul 2015

Astrazioni di luce e ombre

L’eterna bellezza dell’equilibrio, l’Alfa e l’Omega, lo Yin e lo Yang. Parlando del bianco e del nero spesso si fa riferimento a due colori non colori, al concetto di luce e tenebra, l’uno complementare all’altro. Il bianco e il nero sono colori come gli altri? Nel concetto di cromofobia, il bianco e il nero vengono presi come contrapposizione ai colori, come elementi di primaria importanza, insieme alla forma, per arrivare a un’idea di pensiero minimale ed essenziale, in contrapposizione all’elemento emotivo-sensibile che il colore porta in sé. Questi due colori si integrano nel simbolo del Tao, indicandoci che non c’è separazione, ma che l’uno compenetra l’altro, in un ciclo continuo, come nell’alternarsi delle stagioni. Essi sono importanti anche per la ricerca di se stessi, indicando la via per l’esplorazione interiore.

Le tessere del mosaico, nella loro straordinaria bellezza, quando si uniscono nella magica combinazione del bianco e del nero, seguono questa armonia che contraddistingue l’equilibrio. Un decoro bianco e nero è un “timeless style”, è un’icona che riconduce a concetti di eleganza e sobrietà. Il bianco e nero, aiuta nelle decorazioni per evidenziare complessi, quanto intriganti, giochi di forme. Nell’arte basta questa frase rivelatrice di Van Gogh: ”Il bianco ed il nero hanno un loro significato, una loro motivazione e quando si cerca di eliminarli, il risultato è un errore. La cosa più logica è di considerarli come dei neutri: il bianco come la più luminosa unione dei rossi, azzurri, gialli più chiari, e il nero, come la più luminosa combinazione dei più scuri rossi, azzurri e gialli.” Vincent Van Gogh nella fotografia, l’uso del bianco e nero diventa un atto dovuto verso la luce, le ombre, come nel cinema fino all’avvento del colore. Evidentemente di bianchi e di neri ce ne sono di tutte le categorie. Forse per capire l’arcano bisogna cambiare prospettiva. Tenere a mente che una pausa finale può divenire quella iniziale di una nuova realtà, dove occhio e mente ne sono attivati e interagiscono alla ricerca (inconscia) di sensi più profondi, di un contenuto che si erge potente dietro e dentro alla non-forma, di mondi, di intimità, di misteri svelati dal sapiente incastro di luce bianca e luce nera.

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